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Sembra perfetto Bahhhh, non voglio
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Recensione Birra al Limone.
Tutti noi abbiamo una zia che nel vino ci mette la gassosa. Io alla mia dopo che l'ha fatto due volte le ho strappato le unghie e l'ho buttata nel pozzo dopo averle cancellato impronte digitali e aver preso tutte le...

Recensione Birra al Limone.
Tutti noi abbiamo una zia che nel vino ci mette la gassosa. Io alla mia dopo che l'ha fatto due volte le ho strappato le unghie e l'ho buttata nel pozzo dopo averle cancellato impronte digitali e aver preso tutte le precauzioni del caso (vedi tutte le puntate di C.S.I.).
Questo per dirvi che sono abbastanza tollerante.
Non accetto facilmente che qualcuno abbia trasformato la SACRA BIRRA in una bibitina limonosa gassatina.
PERO’ l'ho assaggiata per non fare come quelli che criticano l'asciugatrice ma non l'hanno mai usata.
Vi spiego che sapore ha e come potete riprodurla a casa vostra.
Prendete una birra VERA e bevetela tutta curandovi di lasciarne 1 cm dentro il bicchiere (sa fundurulla).
Dopo aver lasciato a riposo “sa fundurulla” per una notte o due, prendete una limonata gassata e riempite il bicchiere fin quasi all'orlo.
FATTO.
Assaporatela e il sapore vi ricorderà proprio una lemonsoda con rimasugli di birre lasciate per strada dopo il concerto di ferragosto.
Fine recensione.

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Consigli non richiesti

Sabato sera si discuteva tra Amici in modo molto superficiale del destino dei laureati e del mondo del lavoro al giorno d’oggi.
Io come sempre durante queste discussioni importanti, ma fatte in seguito a qualche birra, qualche mirto e qualche bicchiere di vernaccia non ho esitato a dire il mio parere condito con benevole provocazioni e citando statistiche fatte da me, con un campione tutt’altro che significativo di si e no due persone.
Qualcosa da queste frivole chiacchere l’ho imparata non posso negarlo, ma non è di questo che volevo parlare.
Voglio raccontarvi la storia di un discorso, ingiustamente attribuito a Vonnegut, per una immaginaria cerimonia di laurea del 1997.
Il discorso in realtà è stato scritto da Mary Theresa Schmich, giornalista di 43 anni e pubblicato sul suo giornale, il Chicago Tribune.  Una colonna piena di consigli rivolti ai laureandi e ai giovani.
Il titolo potrebbe essere tradotto come “consigli ai giovani, probabili parole al vento”. 
Il primo consiglio è: “Ladies and gentlemen of the class of ’97: Wear sunscreen”, “mettete sempre la protezione solare, se potessi darvi un consiglio solo per il futuro sarebbe questo, i benefici a lungo termine della protezione solare sono stati dimostrati da studi scientifici, mentre quello che segue non ha alcuna base affidabile, fatta salva la mia tortuosa esperienza personale”.
Il secondo consiglio è “Enjoy the power and beauty of your youth”, “godetevi il potere e la bellezza della giovinezza, lo capirete più avanti, quando tra vent’anni riguardando le vostre vecchie foto vi accorgerete di che aspetto magnifico avevate e che non eravate affatto grassi”. 
Il terzo consiglio è: “non preoccupatevi del futuro, oppure preoccupatevi, ma rendendovi conto che preoccuparsi ha la stessa efficacia di tentare di risolvere un’equazione algebrica con una gomma da masticare. I veri problemi sono cose che non ti sono mai passati per la mente e ti coglieranno di sorpresa alle 4:00 di un pigro martedì”. 
Seguono:
“non giocate con i sentimenti altrui; non tollerate che gli altri giochino coi vostri sentimenti”;
“usate il filo interdentale”;
“Non perdere tempo con l'invidia.  A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso”;  
“Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente, dimmi come si fa.”
“non vergognatevi se non sapete cosa fare della vostra vita, le persone più interessanti che conosco a 22 anni non sapevano cosa fare della loro vita, alcuni non lo sapevano a 40 anni”;
“fate esercizi di stretching”;
“Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant’anni. Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio. Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro.”
“Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi. Senza paura e senza temere quel che pensa la gente. E’ il più grande strumento che potrai mai avere.”
“Accetta alcune inalienabili verità: i prezzi aumenteranno. I politici saranno donnaioli. Anche tu diventerai vecchio. E quando lo diventerai, fantasticherai che quando eri giovane, i prezzi erano ragionevoli, i politici onesti e i bambini rispettavano gli anziani.”
“Rispetta gli anziani.”
Li vorrei scrivere tutti perché son bellissimi. Se li volete leggere potete trovare il testo intero qui
Conclude l’articolo dicendo:  “Sii cauto nell’accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga. Ma fidati di me sulla crema solare.”
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consigli zen

Allevare il prossimo rockettaro di casa.

Sto per diventare Papà!
Ecco l’ho detto.
Fino ad oggi era rimasto un segreto per i soli intimi.
Mi sto chiedendo cosa trasmetterò a questa bimba.
Di sicuro voglio che impari ad apprezzare la Musica e che le sue giornate siano scandite dal ritmo dei guns n’ roses o dei Bon Jovi (Quelli degli anni ottanta eh!).
E quale idea migliore per allevare la metallarina di casa se non iniziando dalle ninnananne?! 
ROCKABYE BABY è quello che serve a noi Papà, mamme, zii, zie, nonni, nonne, cugine per istruire i nostri orsacchiotti.
In pratica si tratta di famosi dischi rock però suonati con melodie dolci e sonnolose per far da ninna nanna ai pupi.
Si possono trovare CD dei beatles, dei tools, degli aerosmith, Ramones, guns ‘n roses, queen, radiohead e taaanti altri.
A 4 anni conoscerà senza rendersene conto tutte le più belle melodie mai scritte dai migliori gruppi rock.
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E potrò farla uscire di casa senza queste bellissime tutine dei Beatles o dei Nirvana?

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Recensione temperino lebez

Da anni sentivo il bisogno di poter riutilizzare le matite dopo che la punta si spezzava, si rompeva, si consumava, o si rompeva.
L'altra mattina, mentre andavo a lavoro, mi sono fermato davanti ad un negozio di dispositivi analogico-manuali (su ferreri) e lì, ho visto l'invenzione che avrebbe cambiato la mia vita e che avrebbe fatto rinascere tutte quelle matite rimaste senza punta.
UN TEMPERINO o temperalapis o appuntalapis o temperalampis.
Il nome mi è stato detto dal ferriere, io mica lo sapevo.
Ebbene per chi non lo conoscesse ecco come funziona:
Si presenta in due colori. Rosso in basso e nero in alto.

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Questo è il temperalampis dall'infuori

Come si usa?
Infili la matita nel buco in alto, fai 3 o 4 giri, estrai la matita, se la punta è tornata bene. Se no lo rifai.
La parte nera si può svitare e all'interno vediamo i rimasugli della matita che vengono comodamente riposti nel coso rosso.
La parte nera contiene in se il temperalampisi con la lama fatta in gemania.

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temperalampis dall'indentro

Se mentre temperate la matita, la punta rimane dentro, allora tramite un supporto metallico potete disincastrarla facendolo scorrere dove c'è la scritta Germany, partendo dalla G e finendo nella Y

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Se avete domande o suggerimenti scrivetemi.

recensione temperino matita ironia unbugiardo